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Sostenibilità digitale e riduzione dei consumi energetici domestici

by cms@editor

Negli ultimi anni, il dibattito sulla sostenibilità ambientale si è focalizzato prevalentemente su settori ad alta intensità energetica come i trasporti e l’industria pesante. Tuttavia, sta emergendo con sempre maggiore chiarezza l’impatto non trascurabile delle nostre abitudini digitali quotidiane sul consumo globale di risorse. Ogni ricerca su internet, ogni ora di streaming video in alta definizione, ogni file archiviato in un cloud a cui non accediamo più da mesi contribuisce ad alimentare un’infrastruttura fisica colossale fatta di cavi sottomarini, server farm e apparati di rete che richiedono energia elettrica per funzionare e per essere mantenuti a temperature operative ottimali. In Italia, dove la penetrazione della banda larga e l’uso di dispositivi connessi sono in costante aumento, una riflessione sulla cosiddetta “igiene digitale” non è più solo una questione di privacy o di produttività personale, ma sta diventando un tassello rilevante nella strategia individuale di riduzione della propria impronta ecologica.

Per comprendere la portata del fenomeno, è utile considerare il ciclo di vita dei dati. Un messaggio di posta elettronica, anche dopo essere stato letto e apparentemente “cancellato” dal nostro client, spesso permane su server ridondanti situati a migliaia di chilometri di distanza. Le aziende fornitrici di servizi di posta e cloud storage replicano i dati in più data center per garantirne la disponibilità in caso di guasti hardware o disastri naturali. Questa ridondanza, se da un lato è garanzia di continuità del servizio, dall’altro comporta una moltiplicazione dei supporti di memorizzazione attivi, i quali, che siano basati su dischi magnetici rotanti o su memorie a stato solido, assorbono corrente in modo continuativo. Le stime relative all’energia necessaria per alimentare l’intera infrastruttura internet globale variano, ma vi è un ampio consenso scientifico nel ritenere che il settore ICT contribuisca a una quota percentuale significativa delle emissioni globali di gas serra, paragonabile a quella del traffico aereo pre-pandemia.

All’interno delle mura domestiche, esistono comportamenti consolidati che, se modificati con piccoli accorgimenti, possono portare a una diminuzione misurabile del consumo di energia elettrica e, di riflesso, a un alleggerimento della bolletta. Un esempio emblematico è la gestione dei dispositivi in stand-by. Molti apparecchi, dalle smart TV ai decoder, fino ai computer fissi e alle console per videogiochi, continuano ad assorbire una quantità di potenza elettrica anche quando apparentemente “spenti”, per mantenere attive funzioni come l’accensione rapida tramite telecomando, la connettività di rete in background o semplicemente un led luminoso di segnalazione. L’adozione di ciabatte elettriche dotate di interruttore, che consentono di isolare completamente dalla rete l’alimentazione di un intero gruppo di periferiche durante le ore notturne o nei periodi di assenza da casa, rappresenta una soluzione semplice, economica e di immediata applicabilità per eliminare questo consumo parassitario.

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