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Il ruolo del microbiota intestinale nell’umore

by cms@editor

Per decenni, la ricerca scientifica e l’immaginario collettivo hanno considerato l’intestino come un organo essenzialmente deputato alla digestione degli alimenti e all’assorbimento dei nutrienti, una sorta di efficiente quanto anonimo impianto di trattamento interno. Negli ultimi vent’anni, tuttavia, i progressi delle tecniche di sequenziamento genetico e di analisi metabolomica hanno rivelato un quadro di sorprendente complessità, portando alla ribalta il ruolo del microbiota intestinale, l’immensa comunità di microorganismi (batteri, virus, funghi e archei) che alberga nel nostro tratto digerente. Questo ecosistema, composto da trilioni di cellule e da un patrimonio genetico collettivo di gran lunga superiore a quello umano, non si limita a svolgere funzioni digestive e metaboliche, ma intrattiene un dialogo costante e bidirezionale con il sistema nervoso centrale, influenzando in modo significativo processi complessi come la regolazione dell’umore, la risposta allo stress, la percezione del dolore viscerale e, potenzialmente, la suscettibilità a disturbi dell’umore come ansia e depressione.

L’asse di comunicazione che collega l’intestino al cervello, noto come asse microbiota-intestino-cervello, è un network di segnalazione estremamente articolato che utilizza molteplici vie anatomiche e biochimiche. La via nervosa principale è rappresentata dal nervo vago, un lungo fascio di fibre che innerva gran parte degli organi viscerali e trasmette informazioni sensitive dall’addome al tronco encefalico. I metaboliti prodotti dal microbiota, come gli acidi grassi a catena corta (butirrato, propionato e acetato), derivanti dalla fermentazione delle fibre alimentari che il nostro organismo non è in grado di digerire, sono in grado di stimolare le terminazioni nervose afferenti del vago, modulando l’attività di aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione delle emozioni e nella risposta allo stress. Parallelamente alla via nervosa, esiste una potente via umorale: le cellule enterocromaffini presenti nella mucosa intestinale producono la stragrande maggioranza della serotonina circolante nell’organismo, un neurotrasmettitore noto per il suo ruolo chiave nella regolazione dell’umore, dell’appetito e del ritmo sonno-veglia. I batteri intestinali, attraverso i loro metaboliti, sono in grado di influenzare sia la sintesi che il rilascio di questa serotonina periferica.

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