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Alla scoperta dei parchi nazionali minori e aree protette

by cms@editor

Il sistema italiano delle aree naturali protette è universalmente noto per la presenza di parchi nazionali di grande estensione e fama internazionale, come il Gran Paradiso, lo Stelvio, le Cinque Terre o il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, mete ambite da un turismo naturalistico che in alta stagione può talvolta raggiungere livelli di pressione antropica considerevoli. Esiste tuttavia una costellazione meno conosciuta ma altrettanto preziosa di parchi nazionali di più recente istituzione e di dimensioni più contenute, nonché una fitta rete di parchi regionali, riserve naturali statali e oasi di protezione gestite da associazioni ambientaliste, che offrono opportunità straordinarie per un’immersione nella natura più appartata e per un’esperienza di biodiversità meno battuta dai grandi flussi turistici. La scoperta di queste aree protette “minori” rappresenta un’alternativa di viaggio capace di coniugare il desiderio di wilderness e di silenzio con la valorizzazione di territori spesso fragili e marginali.

Visitare un’area protetta minore significa, innanzitutto, accettare un cambio di scala e di prospettiva. Non si tratta di attraversare vasti comprensori montuosi alla ricerca di grandi mammiferi iconici, ma di immergersi nella dimensione del dettaglio, dell’ecosistema specifico, del micro-habitat. La Riserva Naturale Statale delle Gole del Sagittario in Abruzzo, ad esempio, pur estendendosi per una superficie limitata, custodisce un concentrato di biodiversità legato all’ambiente di forra, con pareti rocciose strapiombanti che ospitano una flora rupestre specializzata e una fauna che include il raro picchio muraiolo e il gracchio corallino. Il Parco Nazionale della Maiella, sebbene abbia lo status di parco nazionale, è spesso vissuto dai visitatori in modo concentrato su poche località note, mentre vasti settori del suo territorio, come i valloni selvaggi del versante orientale o le alte quote dell’altopiano sommitale, rimangono sorprendentemente solitari e offrono un senso di scoperta e di avventura personale. Allo stesso modo, aree come il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, con i suoi affioramenti gessosi e i fenomeni carsici, o il Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo, un promontorio costiero tra le Marche e l’Emilia-Romagna, sono scrigni di geodiversità e di biodiversità poco conosciuti al grande pubblico.

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